Scegliere di partire

L’alba delle partenze

Era credo il 2009 quando scrissi un breve componimento in onore delle partenze. Avevo appena affrontato la mia prima dipartita infatti. A 23 anni, avevo salutato il suolo natìo per imbarcarmi su un aereo che mi aveva trasportato in una terra fredda e piovosa, dove l’odore di patatine fritte e birra aleggia nell’aria tutto il giorno e i parchi sono luogo d’incontro di diverse generazioni e strati sociali. 

Mi ricordo vagamente di aver avuto ben due accompagnatori quel giorno all’aeroporto. Credo fosse la prima volta da quando ero bambina che avevo così tanto sostegno al varco. Mio padre e il mio ragazzo del tempo, entrambi felici di vedermi coraggiosa (credo) e tristi probabilmente di vedermi già assente dalla loro quotidianità. 23 anni, voglia di scoprire e necessità di spiccare il volo. 

Le partenze sono elettrizzanti! C’è quel momento angoscioso dove devi decidere di partire durante il quale si prova un leggero dolore. Dover scegliere vuol dire sempre perdere qualcosa. Sennò non si chiamerebbero scelte, se si potesse avere tutto allo stesso tempo. Quel “lasciare andare”, oppure rinunciare, è il momento più difficile. Nella mia vita, succede quasi sempre che quella angoscia e dolore del decidere diventano così stremanti che lascio che l’istinto mi guidi. Quando la scelta incombe, I giorni si fanno pesanti e le ore le sento come pesi di metallo attaccati ai piedi. Allo stesso tempo mi sento assente, come se nella decisione del “se partire” fosse già implicata la mia assenza. Così di solito continuo a trascinarmi, finché la sensazione del peso non diventa insopportabile. Allora mi sveglio un giorno e compro un biglietto. 

Si, comprare il biglietto è quel passo che per me vuol dire che è una decisione è presa. Non ho mai comprato un biglietto senza poi partire  – tranne quel giorno in cui per sbaglio comprai un biglietto per Tirania invece che Teheran. Da quel momento in poi inizia quella sensazione di entusiasmo/preoccupazione/felicità/tristezza. Ci sono tutte insieme allo stesso momento queste sensazioni e persistono fino al giorno della partenza. 

Oh il giorno della partenza è orrendo. La paura di perdere il volo, del traffico per arrivare all’aeroporto, dei documenti d’identità scaduti, dei bagagli ancora non pronti. L’ansia del check-in, del controllo del bagaglio a mano. I giorni della partenza per me valgono tripli. Per ogni giorno di partenza sono sicura di invecchiare di almeno tre giorni in uno. Secondo me ho una ruga marcata in viso per ogni partenza che ho fatto, oppure un capello bianco. Il giorno della partenza divento una persona insopportabile. Non riesco a vedere niente se non me stessa e il mio traghettarmi verso il mezzo di trasporto scelto. Non voglio rispondere a telefonate, non voglio parlare di cose serie, mi dimentico di tutti e tutto. Esisto solo io e una meta – e tanti ostacoli invisibili e soprattutto potenziali.

Ma una volta arrivata al gate è fatta! Sono già vittoriosa! Tutto quello che viene dopo non mi preoccupa affatto: come mi muoverò dall’aeroporto alla mia destinazione finale, se devo cambiar moneta, se il telefono non funziona quando arrivo. Niente più importa. La vita torna a sorridermi! Sono pronta ad aiutare la signora con la sua valigia, la ragazza con i figli urlanti, il buon uomo con urgenza di attaccare bottoni che non si scuciono più. Sono pronta a iniziare una nuova vita. I gate sono letteralmente i miei varchi verso la serenità, fino alla prossima partenza.

Non è cambiato poi molto rispetto a quel 2009. Sono passati dieci anni, e ne ho 33 adesso. All’alba di quella che si può considerare la mia ennesima partenza. Voglia di scoprire, necessità di continuare a volare. 

Questa volta però ho deciso che scrivo, perché queste partenze iniziano ad essere troppe, per non essere condivise.

Un pensiero riguardo “Scegliere di partire

  1. Come ben sai, ho viaggiato ben o poco, ma nonostante ciò condivido le sensazioni che descrivi riguardo al partire e conosco bene il tuo stato d’animo perché spesso ti sono vicina prima delle tue partenze!
    Grazie per condividere

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